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LO ZEN E L'ARTE DELLA MANUTENZIONE DELLA GOLETTA

2024-11-27 10:36

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LO ZEN E L'ARTE DELLA MANUTENZIONE DELLA GOLETTA

Avere cura delle cose e delle persone richiede fatica. Il lavoro in cantiere per la manutenzione della goletta ti obbliga a diventare un po' zen e a prendere co

Il Cantiere è un mondo strano
"Ma due... dico due..""What?"."Sei qui da mesi, due... parole di italiano le vuoi imparare!!?" l'operaio se ne va alzando le braccia al cielo. L' Americano, navigatore e armatore di una barca,  lo guarda perplesso e sorride.
Non parla italiano e in compenso parla un americano così stretto che non si capisce una parola. Pare che sia, leggenda o verità non si sa, un ex procuratore che ha mandato in galera un famoso serial killer, in ogni caso è anche lui un abitante del Cantiere.
  Il Cantiere è un Mondo con il suo popolo di operai, armatori, navigatori. Ha i suoi riti e le sue regole, e soprattutto il tempo scorre in modo diverso.
A esempio, per levigare una carena ci vuole il tempo che ci vuole. Non c'è modo di fare più in fretta, al massimo puoi metterci più ore, se ce ne metti meno quasi sicuramente hai fatto un cattivo lavoro. Non puoi accelerare, saltare passaggi, devi rispettare i tempi che il lavoro manuale richiede.   Qui non ci sono click, non basta mettere un like per avere la sensazione di avere fatto qualcosa. Qui, quando fai qualcosa, lo senti nel corpo: ti fa male ogni stramaledetto muscolo.  Il lavoro manuale ti obbliga a stare con la testa su quello che stai facendo. Devi stare nel presente, nell'attimo.Per noi fare manutenzione alla goletta è anche un modo per ricordarci, e ricordare, che tutto e tutti hanno la possibilità di avere una seconda vita.  La goletta Oloferne ha ottant'anni, è stata costruita a Messina nel 1944. Noi l'abbiamo presa nel 2000 e l'abbiamo salvata da distruzione certa ( chi mai si sarebbe preso in carico una vecchia barca da lavoro?) e le abbiamo dato una nuova vita piena di persone molte delle quali hanno trovato proprio qui la strada per rinascere.
Avere cura delle cose e delle persone richiede fatica. E chi dice il contrario mente. Non credete a quello che leggete sui social dove tutto è sempre bello e le cose filano lisce come l'olio. Credeteci quando vi diciamo che bisogna diventare zen per lavorare in cantiere.
   Quando inizi i lavori in cantiere su una goletta di ottant'anni sai due cose. La prima è che scoprirai di avere muscoli che non sapevi neanche che esistessero. La seconda è che, per quanto lunga sia la lista di cose che devi comprare dal ferramenta, l'unica che ti serve è quella che ti sei dimenticato di segnare.
Il cantiere della goletta è parte  del progetto realizzato in partenariato grazie al finanziamento del Ministero del lavoro e delle politiche sociali a valere sul Fondo per il finanziamento di iniziative e progetti di rilevanza nazionale.

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Mi duole tutto! E altre storielle zen
   Quando inizi i lavori in cantiere su una goletta di ottant'anni sai due cose. La prima è che scoprirai di avere muscoli che non sapevi neanche che esistessero. La seconda è che, per quanto lunga sia la lista di cose che devi comprare dal ferramenta, l'unica che ti serve è quella che ti sei dimenticato di segnare.
   Sono molte le domande che la vita di cantiere ti pone. Quella più ricorrente è: perché l'ultimo perno, o l'ultima vite, non vengono mai via? C'è una maledizione che fa sì che quando finalmente arrivi all'ultima vite scopri che si è spanata e ti tocca lavorare un'altra ora per venirne a capo?
  Domanda senza risposta come pure: dove ho messo la chiave inglese che avevo in mano un minuto fa? O la brugola, o il cacciavite, o il martello o la mazzetta. Scegliete voi.Per non dire degli occhiali da vista: un istante ce li hai sul naso e quello dopo sono scomparsi. Più le domande si accumulano più entri in modalità Zen e diventi parte del flusso dell'Universo Cantiere. Segui il flusso con la certezza che, prima o poi, quello stramaledetto cacciavite che stai cercando da più di un'ora salterà fuori o che riuscirai a tirare via l'elica se ci metti più forza.Perché si sa: "Quando la forza non basta devi... metterci più forza".
 
Il cantiere della goletta è parte  del progetto realizzato in partenariato grazie al finanziamento del Ministero del lavoro e delle politiche sociali a valere sul Fondo per il finanziamento di iniziative e progetti di rilevanza nazionale.

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 Poveri ma belli
 E poi c'è la storia del look. Provate a guardare i video in rete dei cantieri dove si preparano le grandi barche da regata. Sono tutti fichissimi, tutti pulitissimi in modalità cocktail attire, concentrati ma sorridenti, mai una macchia sulla tutina con i logo degli sponsor.Noi no. Quello che è messo meglio sembra che sia appena stato salvato da un naufragio: pantaloni strappati, magliette improbabili e cappellino delabré. Le ragazze vanno un po' meglio. Giusto un po'.
Poi ti dicono: ma non li fate i video sui lavori del cantiere? Eh... provateci voi.Siamo in piena atmosfera da "poveri ma belli", più poveri che belli eternamente alle prese con i costi allucinanti dei materiali e dei pezzi di ricambio. Il vaso di espansione del liquido di raffredamento del motore? Mille e duecento euro, iva compresa.
"Per questo pezzo di plastica con un tappo?""Già..."   Un rotolo di scothblue 3M? 15 euro, centesimo più centesimo meno. E ne servono una valanga. C'è una regola aurea che recita: per fare i lavori su una barca o hai i soldi, o hai tempo. Noi siamo tra quelli che hanno pochi soldi e  tempo limitato perché a marzo dobbiamo riprendere le attività. Però abbiamo tanti soci e tante persone che ci regalano il loro tempo per venire a dare un mano.   Che poi, "dare una mano" è il senso di tutto quello che facciamo qui sulla Nave di Carta. Con leggerezza, che non è superficialità ma planare sulle cose dall'alto e non avere macigni sul cuore.

Il cantiere della goletta è parte  del progetto realizzato in partenariato grazie al finanziamento del Ministero del lavoro e delle politiche sociali a valere sul Fondo per il finanziamento di iniziative e progetti di rilevanza nazionale.

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Il cantiere della goletta è parte  del progetto «Buon Vento!», realizzato in partenariato grazie al finanziamento del Ministero del lavoro e delle politiche sociali a valere sul Fondo per il finanziamento di iniziative e progetti di rilevanza nazionale.

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