26 settembre. La notte prima della partenza. (Non leggete se siete superstiziosi)

26 settembre 2020


Se siete superstiziosi ( e i marinai lo sono) saltate questo post.

Succede che la sera prima della partenza ci ritroviamo tutti a bordo dell'Oloferne per il briefing meteo ( previsioni da schifo), siamo una decina. Ci sono Mario, Paolo e Leandro che partiranno con Lumiere; loZioVito (si scrive così:tutta una parola), Nic e Marco che partiranno con Oloferne; Giampi, la Sabri, Jole, Corrado, Dani, Giulia e  Lorenza che resteranno a terra ma non hanno nessuna intenzione di perdersi la festa.

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Alla fine del primo piatto  scoppia l'inferno: raffiche da 50 nodi, la poppa dell'Oloferne si alza di due metri, si strappa una trappa, quelli che erano scesi a terra a prendere una cosa non riescono a risalire, alcuni di quelli che sono a bordo si fiondano a prua, un altro corre ad alzare la passerella, il comandante risalito roccambolescamente accende il motore,  quelli che non hanno niente da fare cercano di calmare laLorenz che va in panico. Per farla breve: 15 minuti di puro delirio. Conseguenze: nessuna.

"Colpa dell'ombrello! Come ve lo devo dire che non si portano gli ombrelli in barca?", dice laLorenz che ha studiato approfonditamente tutti i riti apotrapaici marinai del mondo.
Mario se la ride: "Va bene, non è successo niente". E poi a tradimento: "Che bello fare questo ultimo viaggio con gli amici!"
Riparte il delirio: gli uomini che si toccano a pelle; le signore, in mancanza di meglio, toccano ferro e legno, alzano invocazioni. E poi vai con il rum, perché ci vuole un goccetto dopo questo spavento.

Alle 24 la riunione si scioglie. Domani si parte.
Jole e Lorenza fanno un paio di riti supplementari per placare i venti e le onde. D'altra parte è un'antica tradizione marinara che esistano le streghe del mare. O no?