<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%> La Nave di Carta
 

17 novembre. Comandante e barca si ritrovano trent’anni dopo.


Un paio di giorni dopo Foce arriva al cantiere del restauro.
La vista della barca aperta lo lascia senza parole. E c’è da capirlo.
Su quella barca lui ha vissuto per tre anni ma non l’ha mai vista nelle sue strutture interne.
Trent’anni dopo, vedendo come era costruito il ponte, si è reso conto di perché ci piovesse sempre dentro. Qualche maldestro carpentiere aveva incollato sul ponte originale di teak un altro strato di doghe di iroko nella speranza di evitare le infiltrazioni. Forse avrebbe fatto meglio a sigillare meglio lo strato di teak!
Ha portato anche qualche vecchia foto. Tre, per la precisione. In una si vede la nave da prua in navigazione. L’immagine è presa da lontano e molto sbiadita. Si intravede la famosa polena sotto il bompresso. In un’altra si vede la barca ormeggiata a Portovenere. L’inquadratura è da poppa, si vede che la colonnina del timone non è rivestita e che c’è un solo mobiletto di legno, anziché due.
Nella terza si vede la barca in navigazione, la velatura è identica all’attuale ma con l’alberatura completa di due alberetti. Ci viene una mezza idea di rimetterli, sono molto eleganti anche senza le controrande.

 

LA STORIA

29 agosto 2006
. Quando si scopre che di Oloferne sappiamo molto poco.
Fine agosto. L’indagine parte da Messina.
30 agosto. Un insperato aiuto dall’Autorità Portuale di Messina.
1-15 settembre. Siamo in piena bonaccia. Oloferne chi l’ha vista?
17 – 30 settembre. Ma è Oloferne o il Giovanni padre?
Inizio ottobre. Barca di cammino, prua grossa e culo fino.
6 ottobre. Spezia - Olbia - Spezia sulle tracce di Olofenrne passando per Fabiano.
10 ottobre. Oloferne è stato in Grecia
13 ottobre. Spunta il professor Tosti?
15-17 novembre. Abbiamo trovato il vecchio comandante di Oloferne.
17 novembre. Comandante e barca si ritrovano trent’anni dopo.