<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%> La Nave di Carta
 

Fine agosto. L’indagine parte da Messina.


Una mattina di fine agosto cerchiamo le prime tracce del Cantiere Nicola Russo di Messina che, secondo quando riportato dalla licenza di navigazione, è quello che avrebbe costruito Oloferne nel 1944..
Sono passati, se la data è esatta, sessantadue anni e la possibilità che il cantiere esista ancora e con lo stesso nome sono poche. Ma il responso di google è favorevole: il cantiere Russo esiste e ha due numeri di telefono.
Proviamo a chiamare il primo ma risulta essere un numero fastweb che non riceve telefonate, l’altro invece è collegato a un fax.
Il tentativo di ricostruire la storia della goletta Oloferne cominciando dal cantiere che l’ha costruita sembra destinato a finire prima ancora di cominciare. Proviamo a mandare un fax al secondo numero, ma senza risultato.
Forse è meglio così. Il messaggio che avevamo scritto sembrava vagamente demenziale: “L’associazione La Nave di Carta, armatore della golette Oloferne, cerca informazioni sull’imbarcazione che risulta essere stata costruita nel vostro cantiere nel 1944”.
La possibilità che da Messina ci mandino a stendere è elevatissima.
Proviamo un’altra strada.
Nel sito dell’autorità portuale di Messina risultano sei cantieri navali, tre sono nella stessa via dove si trova – o meglio dovrebbe trovarsi - il Cantiere Russo.
Chiamiamo un altro cantiere. L’inizio della conversazione è da teatro dell’assurdo.
“Buongiorno, sono dell’associazione La Nave di Carta, chiamo da Milano, avrei bisogno di trovare il numero di telefono del cantiere Russo…”
“E ha sbagliato …”
“Sì, lo so che non è il cantiere Russo… ma vede ho dei numeri di telefono che non sono collegati, ho visto su pagine bianche che voi siete nella stessa via del cantiere Russo…”
A questo punto niente di più probabile che il signore messinese riattacchi pensando di avere a che fare con qualche pazzo del Nord in vena di scherzi demenziali.
In dieci secondi cerchiamo di dare una spiegazione comprensibile, diciamo che stiamo cercando informazioni su una barca, che l’unica traccia che abbiamo è il nome del cantiere, che non siamo riusciti a trovare un numero attivo. Incredibilmente il signore messinese anziché riattaccare dice:
“Provo a vedere sulla mia rubrica”.
Passa qualche minuto.
“Non c’è. Ora guardo sull’elenco telefonico di Messina.”.
Dopo qualche altro minuto il signore sconsolato comunica che:
“I Russo sono tanti…qui il numero del cantiere non si trova.”
“Ma è vicino al suo ufficio?”, chiediamo
“Sì, noi siamo una società di navigazione e il cantiere è proprio di fianco alla nostro biglietteria.”
“Senta ma non è che domani mattina prima di entrare in ufficio potrebbe entrare e chiedere il numero di telefono?”
“Certo. Domani alla nove lei mi chiami e io le darò il numero.”
“Le è molto gentile, di chi devo chiedere?”
“Chieda di Carmelo.”
Grande Sicilia! Grande Carmelo.

 

LA STORIA

29 agosto 2006
. Quando si scopre che di Oloferne sappiamo molto poco.
Fine agosto. L’indagine parte da Messina.
30 agosto. Un insperato aiuto dall’Autorità Portuale di Messina.
1-15 settembre. Siamo in piena bonaccia. Oloferne chi l’ha vista?
17 – 30 settembre. Ma è Oloferne o il Giovanni padre?
Inizio ottobre. Barca di cammino, prua grossa e culo fino.
6 ottobre. Spezia - Olbia - Spezia sulle tracce di Olofenrne passando per Fabiano.
10 ottobre. Oloferne è stato in Grecia
13 ottobre. Spunta il professor Tosti?
15-17 novembre. Abbiamo trovato il vecchio comandante di Oloferne.
17 novembre. Comandante e barca si ritrovano trent’anni dopo.