<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%> La Nave di Carta
 

17 – 30 settembre. Ma è Oloferne o il Giovanni padre?


L’ingegnere ha mandato una email: ha rintracciato un vecchio operaio dei cantieri Russo. Probabilmente ha partecipato alla costruzione della barca. Viene voglia di saltare su un aereo per andare a Messina a conoscerlo.
I giorni passano rapidamente e i problemi tecnici del restauro mettono in secondo piano la ricerca della storia di Oloferne, finchè non arriva un’altra telefonata dell’ingegnere Ministeri che ci dà il resoconto della sua visita al Cantiere Russo.
“Ho trovato mastro Gaetano, ha una settantina d’anni ed è uno dei responsabili.. Lavorava lì quando era ragazzino, gli ho fatto vedere una foto della vostra barca; quando l’ha vista ha dettno: ‘Ma questo è il Giovanni padre!’
Si ricorda che negli anni Quaranta il cantiere costruì tre barche simili, il Giovanni padre, il Celestina madre e una terza di cui non si ricorda il nome. Però quando gli ho detto che la barca era lunga 23 metri ha escluso che potesse essere stata costruita da loro: ‘noi facevamo barche al massimo di 18 metri.’”.
“Ma la barca è lunga 18 metri.” rispondiamo da Milano e spieghiamo l’equivoco: i 23 metri che avevamo indicato comprendono anche il bompresso.
L’ingegnere promette di tornare al cantiere Russo e ci chiede altre fotografie della barca in terra da mostrare a mastro Gaetano il quale, peraltro, ci manda a dire che è sbagliata l’idea che noi avevamo che le barche da trasporto non avessero ponte.
Pensandoci bene la strana idea che Oloferne fosse una sorta di grossa chiatta senza ponte non sta in piedi: alla prima ondata un po’ sostenuta avrebbe imbarcato abbastanza acqua da andare sotto.
Il nostro maestro d’ascia, Aurelio, ci conferma che tutte le barche da trasporto che per secoli hanno assicurato i collegamenti tra i paesi della costa italiana erano “pontate”, con un grosso osteriggio al centro per il carico della merce.

 

LA STORIA

29 agosto 2006
. Quando si scopre che di Oloferne sappiamo molto poco.
Fine agosto. L’indagine parte da Messina.
30 agosto. Un insperato aiuto dall’Autorità Portuale di Messina.
1-15 settembre. Siamo in piena bonaccia. Oloferne chi l’ha vista?
17 – 30 settembre. Ma è Oloferne o il Giovanni padre?
Inizio ottobre. Barca di cammino, prua grossa e culo fino.
6 ottobre. Spezia - Olbia - Spezia sulle tracce di Olofenrne passando per Fabiano.
10 ottobre. Oloferne è stato in Grecia
13 ottobre. Spunta il professor Tosti?
15-17 novembre. Abbiamo trovato il vecchio comandante di Oloferne.
17 novembre. Comandante e barca si ritrovano trent’anni dopo.