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29
agosto 2006.
Quando si scopre che diOloferne sappiamo
molto poco.
“Che cosa sappiamo davvero di Oloferne?”.
“Generale di Nabucodonosor, re degli Assiri. Era un grande stratega ma
si lasciò incantare
dai begli occhi dell’ ebrea Giuditta, vedova di Menasse, che per salvare
la sua città gli fece perdere la testa, in senso letterarale: lo decollò nel
cuore della notte.”
“Non si stava parlando di quell’Oloferne, ma della barca. Che cosa
sappiamo della sua storia?”.
La domanda viene fuori quasi per caso un giorno di fine agosto mentre si cominciano
a stendere i piani di lavoro del restauro.
Le tracce della storia di Oloferne sono vaghe, frammentarie e a metterle
nero su bianco non si riempirebbe una pagina.
Al momento sappiamo che è stata costruita nel cantiere Nicola Russo di
Messina, l’informazione è riportata sulla licenza di navigazione
e confermata dal libro Le Vele d’epoca di Serafini che oltre al nome del
cantiere riporta anche l’anno di costruzione 1944 e il progettista Conti.
Sappiamo che il proprietario prima di noi è stata L’Associazione
Velica Oloferne di Como, che nel ’90 aveva fatto eseguire importanti
lavori di ristrutturazione a Olbia. Altre notizie sparse su Oloferne: è stata
la barca sulla quale sono state girate alcune scene de Il conte di Montecristo,
storico sceneggiato Rai degli anni Sessanta con Andrea Giordana nei panni di
Edmond Dantes.
L’informazione l’ha data a Tibiletti qualche anno fa un signore
che ha l’ abbordato in mezzo al golfo in una delle prime uscite con i
ragazzi del progetto Ulisse. Il simpatico signore, del quale ovviamente nessuno
ha preso
nome e recapiti, sostiene di essere stato proprietario di Oloferne nel
periodo in cui venne girato il film.
Inoltre sappiamo che per qualche anno ha navigato per il WWF e di questo abbiamo
anche prova documentale, in qualche modo Luca Picasso è riuscito a trovare
un maglietta con il logo Oloferne e il marchio del WWF affiancati.
Sappiamo inoltre: che per qualche tempo è stata la barca di Attilio
Buticchi, imprenditore spezzino, presidente del Milan dal 1972 al 1975 ; che
potrebbe esserci
una foto della goletta in un ristorante di Ustica e potrebbe trattarsi di una
foto d’epoca, che nel 2000 l’Associazione Velica Oloferne l’aveva
ceduta in comodato d’uso al Museo della Scienza e della Tecnologia di
Milano che avrebbe voluta utilizzarla per un progetto didattico destinato alle
scuole.
Questa è informazione certa, perché è stato proprio dal
Museo della Scienza di Milano che la barca è passata in uso all’associazione
La Nave di Carta, che ne ha fatto la sede delle proprie attività con i
ragazzi, con i disabili mentali e fisici.
Insomma sappiamo un bel niente.
Per una serie di motivi anche tecnici legati al restauro decidiamo di ricostruire
il passato di Oloferne. Si comincia dal luogo di nascita: Messina.
LA
STORIA
29 agosto 2006. Quando si scopre che di Oloferne sappiamo
molto poco.
Fine agosto. L’indagine parte
da Messina.
30 agosto. Un insperato
aiuto dall’Autorità Portuale di Messina.
1-15 settembre.
Siamo in piena bonaccia. Oloferne chi l’ha
vista?
17 – 30
settembre. Ma è Oloferne o il
Giovanni padre?
Inizio ottobre.
Barca di cammino, prua grossa e culo fino.
6 ottobre. Spezia
- Olbia - Spezia sulle tracce di Olofenrne passando
per Fabiano.
10 ottobre. Oloferne è stato
in Grecia
13 ottobre. Spunta
il professor Tosti?
15-17 novembre.
Abbiamo trovato il vecchio comandante di Oloferne.
17 novembre.
Comandante e barca si ritrovano trent’anni dopo.
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