<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%> La Nave di Carta
 

15-17 novembre. Abbiamo trovato il vecchio comandante di Oloferne.


Foce è un signore di settant’anni ma non li dimostra. Lo incontriamo il 15 novembre in un bar di Fabiano. L’appuntamento è con Marco Tibiletti.
“Marco?”
“Marco?”
Davanti a un caffè e un succo di frutta Tibiletti e Foce cercano di ricostruire il periodo palermitano.
“Tosti era un ricco signore di Palermo, un medico.” dice Foce, “Nonostante tutti i suoi soldi viveva in una casa senza riscaldamento. La barca la teneva un po’ a Palermo, a Mondello, e un po’ a Malta, alla Valletta.”
Il racconto è un po’ confuso ma qua e là saltano fuori anche dettagli tecnici interessanti.
La tuga in ferro – la stessa che ci sta facendo dannare in cantiere in questi giorni – c’era già, probabilmente l’ha fatta mettere Tosti, c’era anche la polena.
Foce si ricorda che dopo aver portato la barca da Palermo alla Spezia ha fatto costruire una falsa chiglia per aumentare il piano di deriva. Ricorda molto bene che nella navigazione verso Spezia la barca scarrocciava pesantemente.
Ci appuntiamo di passare l’informazione all’amico di Messina. Probabilmente mastro Gennaro non ha riconosciuto la chiglia per il semplice fatto che quella che c’e adesso non è uguale a quella che venne costruita nel 1944.
“La barca aveva un vecchio motore con le valvole e i bilancieri scoperti, con avviamento ad aria compressa. Quando lo si spegneva, bisognava ricordarsi di riempire prima la bombola di aria, altrimenti non si poteva riaccenderlo, mi è successo più di una volta; la sala macchine era al centro della barca, ad altezza uomo, nel punto in cui adesso c’è la cabina grande e uno dei bagni”, ricorda Foce.
Foce ha molto vivido il ricordo della polena: una specie di aquila con il becco bianco, le ali rovesciate indietro ad abbracciare lo scafo. Chissà dove è finita?
Il vecchio comandante della barca conferma anche che venne usata per le riprese del Conte di Montecristo, lo sceneggiato della Rai che aveva per protagonista Andrea Giordana. Le date però non coincidono: lui ricorda che le riprese furono fatte nel 1973 quando la barca era ormeggiata davanti a Portovenere, noi siamo certi che la data di produzione dello sceneggiato era il 1967.
Finito il caffè e il succo di frutta Marco & Marco decidono di vedersi dopo due giorni, in cantiere.
Foce porterà delle fotografie dell’Oloferne.

 

LA STORIA

29 agosto 2006
. Quando si scopre che di Oloferne sappiamo molto poco.
Fine agosto. L’indagine parte da Messina.
30 agosto. Un insperato aiuto dall’Autorità Portuale di Messina.
1-15 settembre. Siamo in piena bonaccia. Oloferne chi l’ha vista?
17 – 30 settembre. Ma è Oloferne o il Giovanni padre?
Inizio ottobre. Barca di cammino, prua grossa e culo fino.
6 ottobre. Spezia - Olbia - Spezia sulle tracce di Olofenrne passando per Fabiano.
10 ottobre. Oloferne è stato in Grecia
13 ottobre. Spunta il professor Tosti?
15-17 novembre. Abbiamo trovato il vecchio comandante di Oloferne.
17 novembre. Comandante e barca si ritrovano trent’anni dopo.