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Inizio settembre
IL
DIARIO
Inizio settembre
28 settembre 2006
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30 aprile – 19 maggio
21 maggio - 09 giugno
11 – 30 giugno
Il primo incontro con i responsabili operativi della
Base Navale ci trova impreparati.
Ci chiedono il piano di taccaggio della barca. Non ce l’abbiamo e
ci sentiamo come quando a scuola ti trovano con in compiti non fatti. Spieghiamo
che si tratta di una barca d’epoca costruita nel 1944 a Messina.
Pazienti, i nostri interlocutori ci chiedono, in alternativa, un disegno
della barca.
Anche senza considerare la situazione storica dell’epoca ( Sicilia
appena liberata, resto d’Italia in guerra) è molto probabile
che la barca si stata costruita senza un vero e proprio progetto da qualche
maestro d’ascia messinese passato a miglior vita.
Prendiamo tempo e ci impegniamo a tornare con il nostro maestro d’ascia,
Aurelio Martuscelli, che ha già predisposto i tacchi per la messa
in terra quando, qualche anno fa, abbiamo fatto dei lavori da Beconcini.
Non osiamo dirlo ma tutta la nostra speranza di ricostruire un serio
piano di taccaggio è riposta in una serie di fotografie fatte
nel cantiere Beconcini. Non è molto ma è meglio di
niente.
Intanto dobbiamo affrontare il problema degli alberi. La barca, in
attesa di iniziare i lavori, è ormeggiata nel porto di Fezzano.
A pochi metri svetta la gru del Marina. La soluzione sembra a portata
di mano,
disalberare a Fezzano e mettere gli alberi nel cantiere del Marina
di Fezzano.
Ugo Vanello, proprietario del Marina, si dichiara disponibile.
Disalberiamo a Fezzano.
Il disalberamento. Gli alberi di Oloferne
saranno restaurati nel cantiere del Marina di Fezzano. |
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Nei giorni successivi affrontiamo con stoica determinazione tutte le
pratiche burocratiche e cominciamo a prendere confidenza con il complesso
sistema
di ingresso e uscita di materiale e persone alla Base Navale.
Intanto con il maestro d’ascia installato a Fezzano cominciamo
a fare il lungo elenco di materiali che serviranno per il restauro.
L’elenco è di quelli che scoraggiano; legno: 30 metri cubi;
viti: 25 mila; 4 chilometri di gomma nera da incollaggio e da comenti;
un container; un cesso portatile; una combinata; copertura per la barca;
una scala di almeno sei metri; materiale elettrico, un generatore e altre
decine di cose in grado di mandare in tilt il nostro risicato budget. Decidiamo
di lanciare una colletta di materiali su aziende amiche. Tutti i soci della
Nave di Carta sono mobilitati: chi conosce viterie, fabbriche di vernici,
fabbri, falegnami è impegnato a lanciare l’appello. Nelle
prossime settimane si farà il punto.
Intanto si avvicina il giorno dell’alaggio.
Il maestro d’ascia è riuscito a ricostruire il piano
di taccaggio sulla base delle fotografie, gli uomini della Base dispongono
i tacchi sulla
base delle sue indicazioni.
Aurelio riparte per qualche giorno: ha delle cose da sistemare al cantiere
di Marina di Camerota in previsione dei sei mesi di lavoro che dovrà trascorrere
qui alla Spezia.
L’appuntamento è per il 28 settembre. La preoccupazione si sposta
sui treni: riuscirà ad arrivare in orario?
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