<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%> La Nave di Carta
 

02 - 12 gennaio


IL DIARIO
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Riprendono i lavori e procediamo con la sostituzione degli scalmotti. Quelli di poppa, ricurvi e più complessi, sono finalmente installati e verso prua si procede più velocemente: via uno scalmotto vecchio e su uno nuovo, in pochi giorni arriveremo alla fine.
Nel frattempo, per questo inizio di Gennaio abbiamo radunato una piccola squadra che opera su vari fronti: Luchino, Lucone, Ennio, Giulia, Alberto Pedrini e Stefano di Roma, si alternano nell’interminabile opera di ripulire l’interno dello scafo dai pezzi di legno, trucioli e segatura prodotti dal lavoro di Aurelio. Inoltre smantellano le ultime piastre di ferro arrugginito e tutti i passascafi delle prese a mare. Poi è la volta dei serbatoi del gasolio, che vengono sbarcati non senza fatica e con un complesso sistema di paranchi.
Il sole e il lavoro fisico mettono di buon umore e lavorare in gruppo è un vero piacere.

Ore di lavoro e un momento di meritato riposo della squadra.

Gli scalmotti sono tutti sostituiti e il colore del mogano rende finalmente l’idea del nuovo che avanza. Adesso iniziamo a montare i blocchi trasversali che vanno collocati tra gli scalmotti, quelli superiori a sostegno del capo di banda, quelli inferiori come base di appoggio degli strati della coperta. La posizione di questi blocchi è molto importante, perché la loro successione determina la linea della coperta e quindi vanno installati con attenzione, seguendo con continuità l’andamento della murata.
Usiamo i travi di mogano pretagliati da Rao: Aurelio taglia a misura ogni singolo blocco, lo pialla e lo fresa, lo presenta in posizione, lo aggiusta con scalpello e pialla, infine lo fissa. Per la prima volta iniziamo anche a usare il Sikaflex, perché questi blocchi sono la base portante della coperta e il loro fissaggio alle tavole della murata deve essere assolutamente stagno.

Il montaggio degli scalmotti e dei blocchi
di sostegno della coperta.

Tutti i posizionamenti degli scalmotti e dei blocchi portanti (come più tardi quelli delle serrette) sono provvisori, con sole viti, poi il tutto verrà fissato definitivamente con perni passanti. Anche questo è un problema da risolvere: sul mercato non troviamo perni delle giuste forma e dimensione, per cui ce li fabbrichiamo da noi  su misura, saldando rondelle e barre filettate. In poche ore Ennio e Lucone producono i quasi trecento perni che serviranno a bloccare a murata tutte le nuove parti strutturali.

Fabbricazione artigianale dei perni di fissaggio.

La sera siamo tutti molto stanchi, ma qualche volta dopo cena  analizziamo le varie soluzioni logistiche e tecniche.
Prendiamo decisioni sulla disposizione degli alloggi, del quadrato e della cucina, decisioni che dovranno comunque essere verificate dopo aver posizionato le parti strutturali interne fondamentali. Valutiamo l’opzione della trasmissione oleodinamica, che permette di posizionare più liberamente il motore, e della timoneria idraulica. Per il riscaldamento, valuteremo le soluzioni delle caldaie Webasto ad aria o acqua.
Poi bisogna decidere posizionamento e dimensione dei serbatoi del gasolio, dell’acqua e delle acque nere. In acciaio o plastica? Sappiamo che l’acciaio inox è diventato carissimo e cerchiamo qualcuno che ci faccia un preventivo onesto, mentre contattiamo anche un costruttore di serbatoi in polietilene