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27 - 30 novembre
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Si comincia a costruire:
i bagli.
Finalmente, oltre a demolire, si comincia anche a
costruire e iniziamo dai famosi bagli. La prima operazione consiste
nel preparare la sesta,
cioè il pezzo di legno sagomato secondo la curvatura che dovranno
avere i bagli e quindi la coperta. La curvatura ideale deve soddisfare
molti requisiti: dare la giusta rigidità alla coperta, scaricare
opportunamente gli sforzi della coperta sullo scafo, impedire il ristagnare
dell’acqua, soddisfare l’occhio. Partendo dai dati concordati
insieme a Michele, Aurelio sale in barca con una tavola di legno, che
fissa di traverso allo scafo all’altezza di dove verrà a
trovarsi la coperta. Traguarda da diverse posizioni e comincia a disegnare
la curva ideale su una faccia della tavola. Porta la tavola a terra e
la sega lungo la curva disegnata. Risale, verifica e aggiusta, poi a
terra finisce di segare e piallare la curva. Abbiamo la sesta con la
curvatura che dovranno avere tutti i 45 bagli.
Ci trasferiamo nella falegnameria Rao & Sartelli a Sesta Godano,
dove hanno preparato tutte le tavole di “mogano sapelli” che
ci servono: i bagli sono 45 e ogni baglio è formato da cinque
tavole, per cui ci aspetta una catasta di 225 tavole.
Il lavoro consiste nell’inserire 5 tavole incollate tra loro tra
la sesta maschio e quella femmina e mettere il tutto in pressione per mezzo
di morsetti. Si ottiene così un baglio lamellare monoblocco estremamente
robusto. Ma qui subentra l’esperienza. Lavorare un baglio per volta è una
perdita di tempo, per cui ci attrezziamo per prepararli a gruppi almeno
di una dozzina: lavorazione manuale in serie, come la chiama Rao junior.
Sulla sesta inferiore costruiamo una specie di contenitore per tavole,
in modo da poterne impilare una sessantina: cinque incollate tra loro,
un foglio di plastica, altre cinque incollate, altra plastica e così via.
Sopra a tutto l’altra sesta e poi i morsetti a premere il tutto.
L’indomani, a colla catalizzata, si estraggono dal contenitore
i dodici bagli separati tra loro dai fogli di plastica. Con questo sistema
riusciamo a preparare dodici bagli in un paio di ore: due ore al
giorno per quattro giorni e i bagli sono pronti.
Bisogna dire che stare al passo con i ritmi di Aurelio non è facile,
non fai in tempo a sentire cosa ti ha detto di fare che già si lamenta
perché non l’hai fatto, si muove sempre in fretta e per stargli
dietro ti ritrovi impiastricciato di colla, normalmente ti chiede di cercargli
cose praticamente introvabili, tu le cerchi, non le trovi e quando torni le
ha già trovate lui.
Sesta Godano è un simpatico paese dell’alta Val di Vara,
in mezzo ai boschi di castagni e alle pinete. A lavorare tra le cataste
di legna e vicino ai boschi ci sembra di preparare i pezzi per costruire
una baita più che una barca, ma ci viene anche in mente quanto
una volta la vita dei marinai fosse intimamente collegata ai monti e
ai boschi, senza i quali nessuna barca avrebbe solcato il mare
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