<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%> La Nave di Carta
 

21 maggio - 09 giugno


IL DIARIO
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Continuano i lavori importanti.
Per rendere l’accoppiamento più forte Aurelio decide di applicare delle squadre di acciaio che colleghino le facce interne di due bagli al blocco di appoggio intermedio. Le squadre devono aderire con precisione sui tre lati, ma le murate non sono dritte e quindi le squadre hanno tutte degli angoli un po’ diversi tra loro. Si rende quindi necessario inventare un’altra sesta regolabile, che permetta di prendere le misure necessarie a saldare insieme i tre lati di ogni squadra con la massima precisione. Detto fatto, con tre pezzi di lamiera e qualche perno, nasce la nuova sesta regolabile di Aurelio. Per ogni squadra, Domingo regola la sesta in posizione sulla barca e poi la passa ad Aurelio, che ne rileva le misure e costruisce il pezzo. In questo modo costruiamo in un tempo ragionevole la cinquantina di staffe con le quali blocchiamo definitivamente i bagli tra loro e alle murate.

La sesta regolabile per le misure delle squadrette di rinforzo dei bagli.

Finalmente iniziamo uno dei lavori tanto attesi, il montaggio delle pareti divisorie interne. Ricontrolliamo disegni e misure, i livelli di riferimento orizzontali e verticali e segniamo le posizioni. Naturalmente i tre lati (alto, esterno e basso) delle pareti che appoggiano allo scafo sono curvi, quindi nuove misure e nuova sesta unica per tutte le misure. La sesta componibile di compensato che costruisce Aurelio è veramente geniale e gli permette di controllare di volta in volta per ogni pannello tutte le variazioni di curvatura e lunghezza su tre lati.

L’ultimo controllo delle misure degli interni.

La sesta regolabile per la forma delle pareti divisorie.

Non essendoci parete divisoria longitudinale, irrigidiamo la flessibilità dei bagli per mezzo di due tavole longitudinali, che collegano tutti i bagli e scaricano lo sforzo sui puntali di rinforzo dei lati interni delle pareti.
Messe in posizione le pareti con i loro puntali, posizioniamo anche i lati verticali delle cuccette e finalmente l’interno della barca ci appare in quella che sarà la definitiva distribuzione degli spazi. Siamo davvero soddisfatti e rincuorati per le scelte che abbiamo fatto. La zona riservata agli ospiti appare come una grande stanza luminosa, con comodi letti inferiori ai quali si aggiungeranno le brande superiori amovibili. È la soluzione ideale per ospiti giovani e sportivi, una spaziosa ed elegante camerata invece di tante stanzine soffocanti, e la privacy potrà essere ottenuta, quando necessaria, con delle tende. Verso prua si restringe il piccolo disimpegno tra i due bagni e l’accesso alla grande cabina dell’equipaggio.

Ci sembra già di vedere la barca piena di ragazzi sdraiati in cuccetta.

A questo punto, grande pulizia e due belle mani di pittura bianca a tutta la sentina e alle fiancate fino all’altezza delle cuccette inferiori. Pulizia e pittura anche per tutto il vano motore, la cui sentina viene trattata con una bicomponente, più adatta a sopportare eventuali perdite di gasolio e olio.
Davide e Diego trovano imbarco per la stagione e ci lasciano dopo poche settimane. Riparte anche Domingo, privandoci non solo del suo valido aiuto, ma soprattutto della sua piacevole compagnia Era tutto previsto, ma le separazioni spiacciono sempre, soprattutto perchè condividendo la fatica del lavoro manuale per uno scopo comune, nascono velocemente belle amicizie.
Anche Luca e Fanja si vedono meno, perché sono occupati con impegni di navigazione dei nostri progetti e di quelli dei nostri amici e collaboratori.
Siamo rimasti Aurelio e io, che come sempre devo dedicare parte della giornata agli aspetti amministrativi e gestionali, e il cantiere sembra molto vuoto.
Sul versante dell’impiantistica abbiamo una piacevole sorpresa. Il nostro invertitore è smontato e sotto osservazione presso l’Electromotor. Danilo parla della cosa ai dirigenti della Transfluid di Milano, la fabbrica in cui lavora, e concorda di farlo portare a vedere da un loro vecchio operaio specializzato.
Detto fatto, in un paio di settimane l’invertitore sale a Milano, passa tra le mani di Peppino Bosetti e torna a Spezia completamente revisionato e rimesso a nuovo. L’elenco degli amici della Nave di Carta si allunga.
Anche i vecchi amici non ci abbandonano e Andrea Moroni ci distacca due dei suoi uomini che al mattino ci aiutano a proseguire nel lavoro di pulizia e pitturazione degli interni.

Lo specchio di poppa perlinato.

È arrivato il momento di affrontare un aspetto strutturale che avevamo lasciato in sospeso, cioè lo specchio di poppa, costituito da una perlinatura verticale rivestita di compensato, poco bello, pochissimo robusto e anche un po’ malandato. Aurelio non è maestro d’ascia da mezze misure e optiamo per il fasciame orizzontale a tavole piegate in forma a seguire la curvatura. È la soluzione che garantisce la migliore tenuta strutturale, ma naturalmente è anche la più complessa da eseguire. Le tavole devono essere piegate ad angoli notevoli sui piani trasversale e verticale dello specchio di poppa e per riuscirci sono importantissimi sia la scelta del legno sia lo spessore e la larghezza delle tavole.