<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%> La Nave di Carta
 

24 settembre - 16 ottobre


IL DIARIO
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Siamo sempre in attesa dei serbatoi; i ragazzi sono bravi e veloci, ma hanno poche ore al giorno disponibili e il lavoro è tanto e complesso. Ci siamo procurati tutti i manicotti ai quali verranno attaccati i tubi del gasolio e dell’acqua e devono saldare nelle giuste posizioni anche quelli. Abbiamo pensato anche ai tappi dei fori di ispezione. I profili dei fori devono essere rinforzati con delle cornici sulle quali vengono avvitati i tappi con la loro guarnizione. Ci procuriamo le barre di ferro e saldiamo le cornici, poi tagliamo tutti i tappi. Le cornici vanno forate e filettate e i tappi vanno forati e i 200 fori delle cornici devono corrispondere perfettamente con i 200 fori dei tappi. Prendiamo cornici e tappi e ci presentiamo all’officina Congegnatori. Con la buona volontà di tutti e grazie al loro bellissimo trapano a bandiera, in tre giorni torniamo dai saldatori con cornici e tappi forati. Adesso tocca a loro saldare le cornici ai bordi dei fori senza deformarle e non è un lavoro semplice.
In parallelo ai lavori svolti direttamente sulla barca, procedono anche le attività collaterali.
L’officina Congegnatori è efficiente e puntuale e abbiamo la gioia di vederci consegnare l’asse di trasmissione nuovo completo di flangie e boccola, un vero capolavoro. Pochi giorni dopo ci consegnano anche il timone e restiamo a bocca aperta perché è bellissimo, solo a guardarlo si può immaginare quanto sarà funzionale e non vediamo l’ora di installarlo. A questo proposito continuano le riflessioni sul sistema migliore per la timoneria e probabilmente la soluzione emergerà dagli scambi di opinione con Aurelio e Chiappini dei Congegnatori.

La costruzione dei serbatoi fatti in casa.

A prua non finiamo la coperta perché devono passare i serbatoi dell’acqua. I serbatoi del gasolio devono invece essere calati nel vano motore e nei fianchi del quadrato. Possiamo costruire la tuga? Sì, perché al centro della tuga ci sarà un osteriggio molto grande e costruito in modo da poter essere rimosso per il passaggio del motore e altre componenti ingombranti.
Con l’inizio di ottobre arriva anche il Salone di Genova e questo ci ricorda senza possibilità di scampo che è passato un anno da quando abbiamo cominciato ad allestire il cantiere. Un anno passato incredibilmente in fretta, con ritardo sulla tabella di marcia, con continui problemi da risolvere e tanta fatica sulle spalle; ma soprattutto un anno ricco di esperienza, di amicizia, di entusiasmo e di amore per il lavoro e la barca. Un entusiasmo che siamo certi ci sosterrà fino alla fine di questa impresa.
Il Salone Nautico è un momento di distrazione dal lavoro del cantiere, ma anche occasione di ricerca di materiali e fornitori. Con un paio di incursioni nei padiglioni giusti, ci chiariamo un pò le idee e stendiamo una lista di fornitori da contattare per prese a mare, valvole, tubazioni, pompe, batterie, caricabatteria, generatori, bagni. Stabilita la priorità di rifornimento, cominceremo a chiedere a tutti le migliori offerte possibili.
Attacchiamo la costruzione della tuga.
La tuga, nella sua base inferiore, è come un grande osteriggio, cioè un buco nella coperta e come tale nella sua costruzione deve soddisfare due esigenze: non indebolire la struttura della coperta e non creare infiltrazioni d’acqua.
Per questo, ai quattro lati interni del buco ritagliato in coperta si applicano delle tavole verticali (i filari) incollate con la gomma nera e avvitate lungo i bagli in senso trasversale e a cavallo dei bagli in senso longitudinale. L’altezza dei filari deve essere sufficiente a non far entrare l’acqua dai coperchi degli osteriggi o dalle entrate della tuga, mentre il loro spessore deve garantire una cornice compatta che sostituisca strutturalmente la porzione di coperta asportata. Sulle teste dei filari appoggiano i coperchi degli osteriggi, che abbracciano i filari in modo da rendere ancora più difficile il passaggio dell’acqua. Sui lati esterni dei filari, sopra il compensato della coperta, si avvitano incollate con la gomma le mastre, inclinate in modo da far scivolare l’acqua dai filari verso la coperta.
Per quanto riguarda la tuga, naturalmente tutto è più grande e complesso, il buco è un rettangolo di 5 metri per 2 che interrompe una lunga serie di bagli e la resistenza strutturale viene mantenuta anche grazie ai travi longitudinali di sostegno dei mezzi bagli della coperta e alle pareti inferiori del quadrato.

Si montano i filari della tuga.

Lo scheletro portante della tuga è costituito dalla cornice inferiore dei filari, da quattro montanti agli angoli e dalla cornice dei filari superiori, alla quale sono fissati i bagli che sostengono la copertura.
Cominciamo con i filari, robuste tavole di mogano che vengono tagliate a misura e poi fissate ai due bagli estremi di poppa e prua e ai due travi longitudinali di sostegno della coperta. I quattro montanti angolari sono pezzi molto importanti, sono i pilastri portanti di tutta la tuga e quindi devono essere robusti e collegati rigidamente con le cornici dei filari. Gomma nera, colla e viti sono ottimi elementi di impermeabilizzazione e costruzione, ma solo se gli accoppiamenti tra le parti sono perfetti; per questo il tutto deve essere montato per stare in piedi anche senza colla e viti. Si tratta di un gioco di incastri tra le parti che rende solidale il tutto: alle due estremità dei montanti devono inserirsi gli angoli delle due cornici e lungo i loro lati gli altri elementi verticali.

Preparazione e montaggio dei montanti verticali della tuga.

Per i montanti troviamo delle tavole di mogano spesse 8 cm, dalle quali ricavare due quadrelli accoppiati ad angolo e arrotondati all’esterno. Maschi e femmine degli incastri devono essere molto precisi e ancora una volta constatiamo ammirati la consapevolezza con la quale Aurelio lavora i pezzi per ottenere velocemente il risultato desiderato. Messi in posizione i montanti angolari, prepariamo e posizioniamo le tavole che formano i filari superiori. A questo punto la tuga ha la sua forma strutturale, a salire leggermente verso poppa.

Prende forma la struttura della tuga.
Preparazione e montaggio dei montanti verticali della tuga.