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15 febbraio- 03 marzo
IL DIARIO
Inizio settembre
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10 - 14 aprile '08
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giugno - dicembre '08
Prima di continuare a smantellare le ordinate marce, bisogna cominciare a montarne
di nuove, altrimenti si corre il rischio di indebolire la struttura. Su Oloferne
i quinti di ordinata inferiori passano sotto il paramezzale e le serrette principali,
che in origine sono stati montati dopo le ordinate. Noi non possiamo certo
smontare il paramezzale, ma non possiamo neppure infilare dei travetti curvi
nello spazio preciso tra il fasciame e il paramezzale. Siamo quindi costretti
a ricorrere nuovamente alla costruzione lamellare, che garantisce grande robustezza,
ma allunga i tempi. Rao ci trova il legno adatto e lo prepara in tavolette
sottili e flessibili. Per montare un’ordinata, Aurelio infila sotto la
serretta e il paramezzale una tavoletta alla volta, incollando quella superiore
a quella inferiore e pressandole con viti provvisorie e, quando necessario,
con un sistema di leve molto improvvisato ma assai efficace. Quando la colla
ha catalizzato, si ottiene una perfetta ordinata lamellare.
Tra gli interventi strutturali inaspettati compare anche il dritto di prua. Smontate
le varie piastre di ferro di collegamento e rinforzo, scopriamo che la parte
superiore interna del dritto di prua è tutta tarlata, per cui la togliamo,
insieme ai chiodi che fissano le teste di prua del fasciame. In un paio di giorni
fa bella mostra di sé un pezzo nuovo e robusto, che sostiene con sicurezza
la base del bompresso e al quale sono avvitate con cura le tavole del fasciame.
E così procediamo, come al solito, un po’ togliendo il vecchio,
un po’ montando il nuovo, ma sempre pulendo ed eliminando rifiuti.
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| Posizionamento e fissaggio delle ordinate in lamellare. |
Fino ad ora siamo scesi nello scafo facendo acrobazie tra i bagli, ma
adesso che abbiamo il pavimento della tuga sarebbe molto più semplice
scendere attraverso quello che sarà il passaggio tra il quadrato
e gli alloggi. Si tratta solo di stabilire definitivamente la posizione
di questo passaggio e tagliare la parete divisoria e i primi due bagli
per ricavare lo spazio necessario alla discesa. Verificate le ultime
misure dei corridoi e delle cuccette, stabiliamo la posizione della parete
divisoria longitudinale e quindi della discesa. Tagliare i bagli è un’operazione
delicata, perché si tratta dei due bagli maggiorati, dove passa
l’albero. Il passaggio è subito a destra dell’albero,
per cui l’interruzione dei bagli sarà compensata da una
struttura che rinvii gli sforzi in tensione e compressione soprattutto
sulla murata di sinistra e in percentuale minore su quella di sinistra.
Inoltre invertiamo due bagli, in modo che uno di quelli maggiorati rimanga
intero.
La struttura di rinforzo verrà costruita quando fisseremo definitivamente
i bagli, ma adesso abbiamo il nostro bel passaggio già pronto
e possiamo scendere e salire molto più comodamente.
Il lavoro procede ma è arrivato il momento di fare il punto della
situazione. Controlliamo ancora ordinate e serrette e decidiamo non solo
che dobbiamo sostituire ancora delle ordinate (qualche pezzo anche in
sala macchine), ma anche altre due serrette, da prua a poppa. È una
decisione sofferta ma necessaria. Necessaria perché ridaremo
alla barca tutta la sua robustezza e questa è l’occasione
migliore (speriamo l’unica) per eseguire questo lavoro. Sofferta
perché significa allungare il lavoro: a questo punto non si tratta
solo di sostituire i pezzi, ma poi di fare una verifica attenta dello
stato della chiodatura sul fasciame esterno e intervenire dove necessario.
Pazienza, speravamo di evitare questo lavoro, ma avremo anche potuto
trovare una situazione peggiore, in fondo stiamo intervenendo parzialmente
su una struttura sostanzialmente sana e robusta.
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| Il nuovo pezzo del dritto di prua; la struttura
del quadrato. |
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| La discesa dal quadrato agli alloggi. |
Adesso abbiamo due priorità: trovare le viti adatte a fissare
le nuove ordinate e organizzare la costruzione dei serbatoi per il carburante
e l’acqua.
Per quanto riguarda le viti, il problema è più complesso
del previsto, perché diventa sempre più difficile trovare
il materiale giusto per certi lavori. Non si può fissare il fasciame
alle ordinate in modo superficiale, stiamo parlando della struttura della
barca e tutto deve essere della dimensione e della qualità necessarie.
Come ripete spesso Aurelio, una barca deve navigare in mare e per navigare
sicuri deve essere in grado di affrontare il mare cattivo, una barca
in grado di affrontare solo il mare calmo è meglio che resti in
porto. Quindi noi vogliamo usare le viti giuste, ma le viti da legno
della qualità e dimensione giuste non si trovano più, non
le fabbrica più nessuno. Parte quindi una ricerca dei fondi di
magazzino dei cantieri e ferramenta tra Spezia e Camerota, speriamo di
trovare tutte le viti che ci servono.
Sul versante serbatoi è arrivato invece il momento di prendere
le decisioni definitive. Prendiamo ancora misure, valutiamo varie soluzioni
e decidiamo per i serbatoi del gasolio ai lati della sala macchine e
quelli dell’acqua sotto le cuccette. Prepariamo i primi disegni
e ci mettiamo alla ricerca di chi ci procuri le lamiere tagliate in misura
senza farci spendere una fortuna.
Finisce così anche Febbraio, che ha messo qualche ostacolo sul
nostro cammino, quasi per verificare la nostra determinazione. Ma noi
non dimentichiamo che il nostro motto è “mai arrendersi”,
le difficoltà sono fatte per essere superate.
Con questo spirito iniziamo Marzo e ci prepariamo a un altro momento
importante della comunicazione: Pianeta Mare ci dedicherà uno
spazio speciale in una trasmissione che andrà in onda su Rete
4 con il titolo “L’altro mare”.
L’organizzazione è complessa, entreremo nella Base Navale
con il nostro ketch Mariangela, in cantiere arriveranno studenti in visita
didattica, riceveremo materiali e un altro container e tutto dovrà avvenire
nei tempi e con le modalità previsti dalla produzione.
Ci rimbocchiamo le maniche e per prima cosa prepariamo bene la barca
e il cantiere.
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