<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%> La Nave di Carta
 

13 - 19 gennaio


IL DIARIO
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È arrivato il momento di svuotare il cassone dei rifiuti che raccoglie tutto il legno smantellato: è strapieno e abbiamo ancora bisogno di spazio, ci sono gli scarti delle prossime lavorazioni e nel piazzale tutti i pezzi della tuga da smaltire (legno e soprattutto ferro). La RTR manda un camion con la benna per svuotare il cassone, che noi siamo pronti a riempire di nuovo.
Adesso ci prepariamo a montare l’ultima parte strutturale delle murate prima dei, la grossa serretta longitudinale che tiene insieme tutti gli scalmotti e contemporaneamente funge da appoggio alle teste dei bagli. La serretta, su ogni lato, parte da prua e arriva a poppa: si tratta quindi di applicare una tavola alta 30 cm e spessa 4, lunga quasi 18 metri. Naturalmente non esistono tavole così lunghe, per cui si uniscono in successione tavole il più lunghe possibile e, per non perdere in robustezza, le giunzioni delle tavole non si fanno testa contro testa, ma si sovrappongono su circa 50 cm, con il sistema a “palella”, cioè sovrapponendo due facce piallate a scalare in senso inverso, in modo da mantenere costante lo spessore della tavola. Poi le tavole devono seguire la curvatura della murata, che non è solo su un piano ma un po’a forma elicoidale. Non si tratta quindi semplicemente di avvitare delle tavole e anche questo lavoro richiede occhio, attenzione e il suo tempo.

L’accoppiamento a “palella”
delle tavole della serretta
Le serrette montate sugli
scalmotti

Finalmente possiamo cominciare a posizionare i bagli. I primi da mettere in sede sono quelli dalla posizione obbligata, cioè quelli più robusti tra i quali saranno inserite le mastre per il passaggio degli alberi. Gli altri verranno montati a distanze regolari fra gli alberi e nelle due direzioni verso prua e poppa, con piccole variazioni dovute solo alla posizione delle paratie divisorie strutturali.
Il modo più semplice per posizionare questi bagli sarebbe avere la barca alberata. Senza alberi, dobbiamo valerci delle misure e dei riferimenti presi a bordo prima dello smantellamento, ma non è come dirlo, adesso con la barca vuota tutto sembra diverso ed è più difficile tenere conto di tutte le variabili (alberi inclinati, barca in terra non in bolla, ecc.). Sono tutte cose che abbiamo considerato, prendendo tutte le misure necessarie, ma all’atto pratico i calcoli sembrano tornare solo fino a un certo punto. Comunque, alla teoria uniamo anche la pratica. Ci procuriamo due pezzi di tubo del diametro degli alberi e lunghi circa 3 metri e, rispettando i dati teorici, li mettiamo in posizione come se fossero gli alberi veri. Tutto sembra coincidere, anche a occhio, e per mezzo dei falsi alberi stabiliamo la posizione dei quattro bagli principali (speriamo bene).

Il posizionamento dei falsi alberi di riferimento

Comincia l’opera di installazione. Ogni baglio ha due teste che vanno appoggiate sulla serretta, alloggiate in una sede scavata nella serretta stessa e in parte del pieno retrostante. Le teste verranno poi sigillate con gomma nera e bloccate da perni, e da alcune staffe di acciaio per i bagli che devono sostenere la pressione degli alberi. Alla fine del lavoro, murata, scalmotti, blocchi di sostegno, serrette, bagli e strati di coperta, formeranno una struttura forte e compatta, il famoso coperchio della scatola, che aiuterà lo scafo a resistere alle sollecitazioni e torsioni provocate dalle onde. Come dice Aurelio, meno la murata e la coperta si muovono, meno infiltrazioni si creano.
Ascia e scalpello alla mano, ecco pronte le sedi dei primi quattro bagli, le cui teste sono tagliate e sagomate e poi inserite nei loro alloggi.

La preparazione delle teste dei bagli e delle loro sedi

Nel frattempo, con Natale e Ennio affrontiamo un altro smantellamento: non so come, ma c’è sempre qualcos’altro da smontare. Leviamo il verricello salpaancore e togliamo la grossa piastra di ferro sottostante, collegata anche ai tubi degli occhi di cubia. È tutto un blocco di ruggine e dobbiamo dannarci con mazzuola, scalpelli e flessibile: picchiare, tagliare e picchiare, finchè riusciamo prima a smuovere e poi a togliere tutti i pezzi.