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10 – 13 novembre
IL DIARIO
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L’architetto e il maestro
d’ascia. La scelta del legno. Buone notizie sul motore.
In cantiere è arrivato Michele Ansaloni, un amico bolognese,
architetto navale, che ci dedica il suo tempo e la sua competenza,
non solo di architetto
ma anche di direttore di cantiere.
Ci sono diversi problemi da discutere: allestimento dei bagli e coperta
e l’ eventuale
modifica della linea di trasmissione e la timoneria. La discussione è aperta
e per qualche settimana continuerà via telefono e via email.
Qualche giorno dopo partiamo per Sesta Godano. Destinazione il magazzino Rao
e Sartelli.
E’ arrivato il momento di scegliere il legno e in pochi minuti è chiaro
che Aurelio e Piero Rao parlano una lingua per adepti. La scena è divertente:
parte una specie di mini corteo nel magazzino, davanti Rao e Aurelio dietro
Marco e Lucone. Davanti a ogni catasta di legno Rao e Aurelio si scambiano
rapidi commenti: “Quanto è alto?” Segue risposta. “Quanto è lungo?” Segue
risposta. Aurelio si ferma, Piero Rao fa qualche veloce commento. Poi scuotono
la testa e si prosegue.
Dopo un’ora cominciamo a disperare. I nostri due esperti sembrano invece
sembrano divertirsi un mondo. Alla fine il verdetto: per i bagli e i puntali
delle strutture interne (che sono la parte a legno più visibile delle
cabine) il Mogano Sapelli; per le serrette (le fasce strutturali portanti longitudinali)
l’Iroko; per le altre parti strutturali di rinforzo interno, il rovere
e il rarice; per la coperta, al momento il più gettonato è il
Doussier.
Riconquistiamo la via per Spezia esausti. Aurelio rimugina e dice: “Ci
dobbiamo tornare!”
In cantiere intanto stiamo dando gli ultimi ritocchi all’allestimento.
Almeno si spera che siano gli ultimi. Ogni giorno ci accorgiamo che è meglio
modificare questo, aggiungere quello, rinforzare qui, spostare là.
La copertura sembra ben fissata e sigillata, pronta per essere messa
alla prova in occasione della prima giornata di brutto tempo. La zona
lavoro a poppa della barca non fa brutta figura, con le macchine utensili
e attrezzi vari sembra accettabile persino ad Aurelio. Ma questa è una
nostra deduzione: se non si lamenta troppo vuol dire che va abbastanza
bene.
Abbiamo allestito anche l’interno del container, montando scaffali
lungo una parete e metà dell’altra e sistemando un tavolo
uso piccolo ufficio e un altro per mangiare. Abbiamo anche un frigorifero
e un forno a microonde, per la gioia di Natale, che adesso può abbandonare
i panini e scaldare le abbondanti pietanze preparate la sera a casa.
Per il momento gli scaffali sono mezzi vuoti, ma si riempiranno presto
di tutto il materiale necessario all’avanzamento dei lavori: viteria,
pitture, colle, materiale di consumo vario, poi più avanti
il materiale per gli allestimenti.
La catena di santantonio per il materiale è partita: viti e Sika
sono stati trovati.Ma l’elenco delle cose che servono anziché accorciarsi
si allunga. Ora serve C10, vernici, pitture.
Ci chiama l’Electromotor, che nel frattempo ha smontato il fedele
motore Perkins. Le notizie sono buone. Come speravamo, il motore è a
posto, ma ciò non toglie che per stare tranquilli dovremo fare
comunque una revisione con la sostituzione delle camicie dei cilindri
e di tutti i pezzi che si sostituiscono in questi casi. L’elenco
non sembra troppo lungo ma, con i prezzi dei pezzi di ricambio, la
spesa rischia di essere comunque considerevole.
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