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6 - 9 novembre
2006
IL DIARIO
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Lunedì è giornata di cantiere senza Aurelio
e Natale. Maestro e allievo sono tornati a casa per qualche giorno per
una visita in famiglia e procurarsi qualche vestito più pesante
e qualche attrezzo di lavoro in più.
Con Paolo abbiamo risolto brillantemente l’allacciamento della
corrente, che in realtà è stato un po’ più complicato
del semplice abbassamento di una leva, ma abbiamo rispettato le previsioni
e riconsegnato il generatore portatile in affitto.
Martedì riprendiamo il lavoro sulla barca, insieme a piccoli ritocchi
alla copertura e a tutta la sistemazione logistica del cantiere. Sbarchiamo
il gruppo elettrogeno, i primi serbatoi e le ultime paratie interne,
avvicinandoci sempre più al vuoto totale. Comincia anche l’opera
di taglio della struttura in ferro e la pulizia delle sentine.
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| Lo scafo messo a nudo nella zona poppiera. Si vedono
chiaramente il paramezzale, le ordinate e le serrette. |
L’idea di Aurelio è quella di assorbire la maggior parte
dell’acqua sporca delle sentine usando i blocchi di gomma piuma
delle cuscinerie che tanto andrebbero buttate. Proposta approvata all’istante,
stiamo diventando bravissimi nel riciclare qualunque cosa.
Paolo ci lascia per qualche giorno, richiamato da una breve crociera
scuola e dal suo lavoro a Milano. In contemporanea arriva Lucone, che
in poche ore passa da un lussuosissimo Baltic di 18 metri attrezzato
con ogni comfort al container del nostro cantiere.
Ci racconta della sua lunga navigata estiva dal Baltico ad Alicante mentre
Aurelio ci comunica di essere pronto a preparare le prime parti strutturali
in modo da essere pronto in contemporanea con la demolizione della coperta
e dei vecchi bagli.
Il bagli ( per chi non lo sapesse sono gli archi portanti della barca,
servono a tenere insieme le murate sia a sostenere la coperta) verranno
costruiti con sistema lamellare, cioè incollando una l’altra
cinque tavole sottili, ottenendo così un baglio più robusto
e flessibile rispetto a quelli ricavati da un unico pezzo (è il
principio delle balestre dei camion). Quindi è necessario fare
il lavoro con l’anticipo necessario perché la colla abbia
tempo di catalizzarsi bene. I bagli una parte strutturale fondamentale
ed è molto importante stabilirne numero, forma e posizionamento.
La sera Aurelio ci spiega come nella realtà i bagli non saranno
esattamente equidistanti tra loro, perché quelli subito davanti
e dietro agli alberi hanno una posizione obbligata e lo stesso vale per
quelli alle estremità della tuga e degli osteriggi principali;
tutti gli altri vengono posizionati a seguire. I bagli vicini agli alberi
sono anche più grossi e lo spazio fra loro è riempito da
blocchi di legno massello, così da costituire una zona ancora
più robusta, che faccia corpo con lo strato di compensato della
coperta per distribuire gli sforzi delle flessioni degli alberi su tutta
la struttura della barca.
Con lo stesso sistema lamellare, bisogna anche costruire dei longheroni
(si chiamano sottofilari) che fungono da sostegno alle strutture verticali
della tuga e degli osteriggi.
Poi c’è la curvatura dei bagli, perché la coperta
non è una superficie piatta, ma leggermente a volta, con un raggio
di curvatura ideale sia per far scorrere l’acqua sui lati sia per
rendere la struttura ancora più robusta. Stabilita questa curvatura,
costruiremo la sesta che permetterà di mettere nella giusta forma
le tavole che costituiscono i bagli.
Mentre spiega Aurelio traccia dei segni sulla carta, non dei disegni
veri e propri ma delle linee che servono più che altro a far capire
a noi quello che sta dicendo.
“
Ma tu costruisci sempre senza disegni”, chiede qualcuno.
“
Se serve seguo il disegno, se non serve non seguo il disegno. In genere
non serve”, è la risposta.
In realtà più passano i giorni e più ci rendiamo
conto che Aurelio sembra avere uno sguardo che attraversa la materia.
Laddove noi vediamo legno o ferro è come se lui vedesse linee
di forza, punti di rottura, tracciati.
E poi ormai ci siamo convinti che sia depositario di segreti che a noi
comuni mortali non sarà mai dato di conoscere. D’altra parte è stato
proprio lui a raccontarci che nelle famiglie dei maestri d’ascia
ci sono dei segreti che si tramandano di padre in figlio e che non possono
essere divulgati fuori dalla famiglia.
“
Una volta con Sangermani, Beconcini e altre famiglie di maestri d’ascia
abbiamo deciso di fare un’associazione. Ma dopo tre anni non era
successo niente, nessuno voleva dire le cose sue.”, dice Aurelio
e non ci convinciamo sempre di più che i maestri d’ascia
siano come gli architetti dei faraoni, si portano i segreti nella tomba.
D’altra parte non è per caso che una delle storiche associazioni
segrete, la massoneria, sia nata proprio sui segreti dei costruttori.
L’arte di costruire piramidi, così come quella di trasformare
pezzi di legno in una barca, nasconde misteri.
Questa sera mentre Aurelio spiega quanti e come verranno disposti i bagli
ci sentiamo un po’ partecipi di questo sapere misterioso.
Decidiamo di montare un baglio ogni 35 centimetri circa, quindi 45 bagli.
Poi, per mezzo della sagoma quotata della barca, stabiliamo la lunghezza
di ciascun baglio. Alla fine calcoliamo dimensioni e quantità del
legno che ci serve. Domani pomeriggio andremo al magazzino di Rao a Sesta
Godano per scegliere il legno e dare le disposizioni per i tagli e le
piallature. Poi prepareremo la sesta di riferimento e Aurelio tornerà a
incollare i bagli con la giusta curvatura, utilizzando la sesta e le
presse della falegnameria.
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