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01 aprile - 27 aprile


IL DIARIO
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In attesa di poter riprendere il lavoro a pieno ritmo, ci dedichiamo ad approntare altri materiali che saranno necessari al più presto, in modo da portarci avanti il più possibile.
Tra poco cominceremo a montare le paratie interne principali e poi gli strati della coperta. È meglio che i fogli di compensato vengano pitturati prima del montaggio, farlo dopo sarebbe molto più lungo e complicato. Dobbiamo pitturare le pareti interne e il lato inferiore dei fogli di compensato che diventeranno il soffitto delle cabine e del quadrato.
Di che colore? Siamo convinti che l’interno debba essere molto chiaro e luminoso, quindi senz’altro un bianco, ma molto bianco, o un po’ avorio, tipo antico? E poi, lucido od opaco? Opaco è decisamente più bello ed elegante, ma anche più delicato e la nostra barca sarà invasa da orde di ragazzini non propriamente delicati. Il colorificio Tirreno della Spezia (nostro referente di fiducia) ci avvisa anche che la pittura bianca, contrariamente a quello che pensavamo, con il tempo tende a ingiallire nei locali chiusi e a mantenere il suo colore alla luce. Tutto considerato, alla fine scegliamo un bel bianco opaco per gli interni e un avorio chiaro lucido (trovato dopo molti tentativi) per lo scafo e l’opera morta. Entrambi i colori si sposeranno benissimo con i vari elementi e profili in mogano verniciato.
L’altro elemento importante da preparare sono i serbatoi del carburante e dell’acqua, che dovranno essere installati prima del varo, ma anche prima di montare definitivamente gli interni. L’acciaio inox è diventato carissimo, per cui ci siamo rivolti alle maestranze di un grosso complesso industriale nautico, che ha sposato la nostra causa e, dopo settimane di trepidante attesa, ha ottenuto dalla direzione l’autorizzazione a prepararci e consegnarci tutte le lamiere già tagliate in misura secondo i nostri disegni. A noi toccherà il compito di saldare i pezzi tra loro e fissare i serbatoi a bordo. È una bellissima notizia, che ci conferma di avere degli amici che apprezzano lo sforzo che stiamo facendo.
Adesso dobbiamo accelerare anche per l’impianto elettrico. Noi siamo in ritardo sul programma dei lavori e in questo periodo Paolo è molto impegnato nell’allestimento di uno Sporting Club che prenderà in gestione. Dobbiamo quindi ancora stabilire definitivamente lo schema dei tracciati e recuperare il materiale. Poi, appena finito di pitturare gli interni, cominceremo a stendere l’impianto, insieme alle tubazioni dell’acqua e del riscaldamento.
Per il riscaldamento, abbiamo contattato la Vebasto e stabilito la convenienza del riscaldamento ad aria, molto più semplice ed efficace, con il solo svantaggio di impiegare tubi piuttosto ingombranti. Siamo in trepidante attesa di un preventivo e poi tenteremo ancora una volta di stimolare il buon cuore del fornitore, così come faremo con il dissalatore, di cui abbiamo individuato il modello che ci interessa.

Costruzione e montaggio dei perni.

Mentre recuperiamo perni e viti, facciamo centinaia di buchi nello scafo e costruiamo centinaia di tappi con cui poi chiudere i buchi, riesaminiamo alcune scelte. Per prima cosa, decidiamo di eliminare la parete divisoria longitudinale, che serviva a rendere indipendenti le due cabine a tre letti di sinistra. Preferiamo avere spazi più ariosi e luminosi e l’intimità, quando voluta, si può sempre ottenere con delle belle tende.
Una scelta tecnica importante è invece quella della trasmissione. Alla fine decidiamo di mantenere il nostro invertitore revisionato con una linea d’asse rigida, senza supporti elastici del motore e togliendo anche il giunto elastico che, se non perfettamente equilibrato, può creare problemi di vibrazione . È la soluzione più semplice ed economica e, con un allineamento del motore molto preciso, probabilmente anche affidabile. In fondo, come sostengono Aurelio e Andrea dell’Electromotor, centinaia di pescherecci di legno navigano senza problemi con la linea di trasmissione rigida, perché non Oloferne?
Altri punti importanti e urgenti sono il sistema della timoneria e i wc elettrici, sui quali prenderemo una decisione definitiva appena consultati i fornitori.
Con Aprile è arrivato anche il gran caldo e sotto la copertura la temperatura comincia a essere troppo elevata, sia per noi sia per la barca, che per il momento sembra reagire meglio di noi. Comunque non possiamo rischiare fessurazioni strutturali delle tavole di fasciame, per cui alleggeriamo la morsa del caldo aprendo altre cinque finestre nella parte alta ai lati della copertura; sono grandi finestre con fogli di compensato che fungono da persiane e che permettono una migliore circolazione dell’aria.
Però non basta, il calore si accumula sotto la volta superiore e a livello dei bagli la temperatura è ancora eccessiva: dovremo aprire al più presto un finestrone anche in alto, con un sistema affidabile in caso di pioggia e vento.

Gli studenti visitano il cantiere.

Proseguiamo anche la nostra attività didattica e organizziamo la visita in cantiere di due scolaresche, di Milano e Carrara. Sono studenti di quinta elementare e prima media, che vengono alla Spezia per visitare il Terminal container del Porto; in accordo con Contship, vengono anche a vedere la nostra barca e i lavori di restauro. La barca li affascina parecchio e trascorriamo ore piacevolissime a rispondere a tutte le loro domande, che ovviamente vertono spesso sulle storie dei pirati, argomento sul quale si dimostrano particolarmente afferrati.

Un mare di viti.

Finalmente cominciamo a mettere perni e viti e la barca sembra mangiarseli, finiscono subito e non bastano mai. Abbiamo fissato più di 200 perni e ne servono ancora. Abbiamo posizionato le prime 400 viti trovate e, nonostante il fasciame sembri un istrice, non siamo neanche a un terzo del lavoro. Per cui, di nuovo alla ricerca di perni e viti.